26/8/2008
"Lotta alla pirateria e tutela dell'industria
culturale italiana", questo il titolo del convegno
organizzato al Lido il 28 agosto dalla
Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali e Cinecittà
Holding, nell'ambito della Mostra Internazionale del
Cinema di Venezia, alle ore 15, presso la sala
Conferenze Stampa (III piano) del palazzo del
Casinò.
Obiettivo del convegno, per il quale si ringraziano
Anica, Api, Siae, Mpaa, Fapav, è quello
di avviare un confronto sulla lotta alla pirateria che è
divenuta un'assoluta priorità per il cinema italiano e per
tutta l'industria culturale nazionale: la consistenza del
fenomeno, il suo impatto economico su tutto il mondo della
produzione di contenuti, impongono l'adozione di misure di
contrasto che vedano uniti tutti i soggetti, industriali e
istituzionali, coinvolti. Se lo sviluppo delle reti di
comunicazione e delle nuove tecnologie è un interesse
prioritario per lo sviluppo del Paese, è essenziale che la
diffusione dei contenuti digitali avvenga nel totale rispetto
delle leggi. A questo scopo vanno individuate e incoraggiate
tutte le azioni di sensibilizzazione, prevenzione e dissuasione
che favoriscano la crescita di un mercato dei contenuti
competitivo, efficiente e rispettoso della tutela dei
diritti.
Partirà ad ottobre l'annunciato tavolo
tecnico presso la Presidenza del Consiglio, coordinato dal
sottosegretario Gianni Letta, finalizzato sia
a promuovere forme di collaborazione tra i rappresentanti delle
categorie del cinema, della musica, dell'audiovisivo e di
Telecom; sia a studiare forme nuove di contrasto alla pirateria
digitale. A confermarlo è il dg Cinema Gaetano
Blandini, a nome del ministro Sandro Bondi assente
perché impegnato nel Consiglio dei Ministri. Tema centrale
di questo tavolo sarà il download illegale, come hanno
anticipato oggi gli interventi del convegno. Del resto una
ricerca dell'MPPA in collaborazione con L.E.K. stima la perdita
di fatturato per l'industria audiovisiva mondiale nel 2005 in
18,2 miliardi di dollari, di cui più di 7 miliardi
derivati dalla pirateria on line. Ma sulle soluzioni da
adottare i vari soggetti interessati si dividono. C'è chi
come Giorgio Assumma, presidente della
Società Italiana Autori ed Editori, punta su una strategia
puramente sanzionatoria nei confronti dei soli utenti,
accompagnata da una campagna educativa nelle scuole, avanzando
critiche all'inefficienza dei vari governi. E chi come
Riccardo Tozzi, presidente dell'Unione
Nazionale Produttori, è convinto che tra una strategia
repressiva o all'opposto una libertaria sia possibile
trasformare i pirati in futuri clienti di un download legale
che fornisca contenuti filmici a costi bassi. E che la
pirateria vada contrastata abituandola al consumo legale,
attraverso un'offerta filmica vantaggiosa e di qualità,
è la posizione anche di Antonello
Busetto, rappresentante della Confindustria Servizi
Innovativi e Tecnologici.
In controtendenza il regista Daniele Luchetti
intervenuto a nome dei CentoAutori, che peraltro diventerà
presto ufficialmente un'associazione. "Chi va sanzionato non
sono i giovani assetati di cinema e cultura, ma i provider". Il
regista stima che nelle casse di quest'ultimi entrino in media
all'anno 5 miliardi di euro, finanziati dai navigatori, e
dunque siano i gestori della rete a pagare una 'tassa di scopo'
che finanzierebbe quel Fondo di garanzia che si va riducendo.
In disaccordo con Luchetti Luca Vespignani in
rappresentanza della Federazione Industria Musicale Italiana e
Filippo Roviglioni presidente della
Federazione Anti Pirateria Audiovisiva, che chiedono di
applicare in modo incisivo la normativa esistente, ritenuta
comunque buona. Paolo Protti, presidente
dell'Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici, guarda
all'esempio britannico dove i più importanti provider
prevedono nei confronti della pirateria on line un'azione
repressiva graduale: dapprima una mail di avvertimento, poi nel
caso del recidivo una sospensione del collegamento e infine la
sua chiusura definitiva. Una strategia condivisa da
Robert Pisano, presidente della Motion
Pictures Association of America, che chiede anche l'impegno di
ciascun governo perché i provider imparino a gestire la
rete in modo legale.
