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INIZIATIVE E INCONTRI

11/6/2005

Forum del Cinema Italo-Francese

Roma & Parigi per il cinema
(di Cristiana Paternò - CinecittàNews )

L'industria cinematografica francese a Roma con la delegazione guidata da Unifrance e dal CNC prenderà parte al primo Forum del cinema italo-francese. Invitati da Gaetano Blandini (DG cinema del ministero per i Beni e le Attività Culturali), Carlo Fuscagni e Alessandro Usai (presidente e DG Cinecittà Holding), Adriana Chiesa e Giovanni Galoppi (AD e presidente di AIP-Filmitalia), Luciano Sovena e Andrea Piersanti (AD e presidente Istituto Luce), circa 70 professionisti francesi hanno risposto all'appello.

Tra i partecipanti figurano il presidente di Unifrance, Margaret Menegoz, Alain Rozanès (ADR Productions), Patrick Godeau (Alicéléo), Jean-Francois Lepetit (Flach Film e presidente della Camera sindacale dei produttori francesi), Cedomir Kolar (Asap), Philippe Carcassonne (Ciné B), Catherine Dussart (CDP), Yves Marmion (UGC), Eric Névé (La Chauve Souris), Laurent Pétin (ARP Sélection), Nicolas Eschbach (TF1), Patrick Sobelman (Agat Films), Anne-Dominique Toussaint (Les Films des Tournelles) e Nathalie Bloch-Lainé (Canal plus) ma la delegazione include anche i rappresentanti di Rezo Films, Wild Bunch, Celluloïd Dreams, Pathé, MK2, Pyramide, Cinétévé, Europa Corp., Pierre Grise Productions e Raphaël Hadas-Lebel (presidente della commissione di sostegno selettivo alla distribuzione del CNC).

Gli incontri, articolati in due giornate, il 9 e 10 giugno, permetteranno un confronto assolutamente inedito tra le due industrie, che in passato hanno spesso collaborato con successo. Il tema della distribuzione sarà affrontato da Philippe Godeau (Pan Européenne) e Stéphane Célérier (Mars) che analizzeranno le uscite in Francia di Respiro di Emanuele Crialese e I cento passi di Marco Tullio Giordana, mentre gli italiani Valerio De Paolis (BIM) e Roberto Cicutto (Mikado) ripercorreranno la distribuzione dei film transalpini in Italia 8 femmes, 5x2, L'uomo del treno e Il fiore del male. La promozione internazionale sarà oggetto di un incontro che vede tra i relatori sia Margaret Menegoz di Unifrance che Giovanni Galoppi di AIP. L'analisi dell'evoluzione del sistema di finanziamento alla produzione nei due paesi sarà portata avanti da Rosanna Seregni (Sintra Film) e Marco Chimenz (Cattleya) con particolare attenzione alle coproduzioni. Infine, una tavola rotonda sarà dedicata al ruolo delle televisioni nei finanziamenti al cinema con i rappresentanti di France Télévisions, Canal plus, Rai Cinema, Mediaset e Medusa Film.

Rendez-vous a Parigi
(di Cristiana Paternò - CinecittàNews)

 
Un fondo italo-francese destinato alle coproduzioni, sul modello di quello franco-tedesco siglato a Cannes nel 2001 e dotato di 3 mln €, è tra le misure concrete varate nel corso dell'intensa due giorni di scambi tra le industrie, che si è svolta a Roma sotto l'egida di Cinecittà Holding, del nostro ministero, del CNC e di Unifrance. Non privo di spunti polemici e vivaci scambi di opinioni, l'incontro, che ha visto la partecipazione di istituzioni, produttori e distributori francesi e italiani avrà una replica l'anno prossimo, a Parigi: "è già una prima coproduzione franco-italiana al nostro attivo", ha scherzato Margaret Menegoz, presidente di Unifrance, affiancata da Alessandro Usai. Mentre Gaetano Blandini, DG cinema per il ministero dei Beni Culturali, annunciava una commissione mista per verificare lo stato delle coproduzioni e affrontare i numerosi problemi sul tappeto.
Tra le richieste degli operatori: il riconoscimento del sostegno anche alle coproduzioni minoritarie da parte del CNC (attualmente vige in Francia il principio dell'espressione linguistica orginale che favorisce le sole coproduzioni col Belgio e i paesi dell'Africa francofona), oltre a un maggior coinvolgimento delle televisioni sia nella produzione che nella diffusione delle opere europee. Nei palinsesti televisivi (pay e free) di Italia e Francia i film del paese vicino sono infatti relegati in fasce orarie di scarsa visibilità e in generale poco programmati. Nel 2004 la tv francese ha trasmesso 26 film italiani: di questi solo 7 erano di produzione recente, rispetto a 19 classici. Viceversa i film francesi trasmessi dalle tv italiane sono stati 163, 26 in prima visione tv.
Carlo Macchitella di Rai Cinema ha allargato il discorso allo scenario attuale, dominato da reality show e intrattenimento: "il film arriva in televisione già usurato dall'uso nei vari media, da internet al dvd". Giampaolo Letta di Medusa ha ricordato come quest'anno solo due film italiani (La finestra di fronte e Io non ho paura) abbiano catalizzato l'attenzione del pubblico televisivo mantenendo i livelli di ascolto della fascia oraria. A sua volta, Carlo Fuscagni, presidente di Cinecittà Holding, ha invitato a superare la dittatura dell'Auditel, almeno per quanto riguarda il servizio pubblico con misure, regole e politiche culturali. A questo proposito dai produttori italiani è partita l'istanza di garantire una maggiore visibilità del cinema europeo all'interno del nuovo contratto di servizio Rai. Non poteva non colpire, tuttavia, l'assenza dei rappresentanti di Rai e Mediaset al dibattito del pomeriggio, dedicato proprio al "ruolo della televisione nel sostegno al cinema".


La  giornata di  apertura del Forum

Un tempo, come racconta Jacques Perrin in un volume curato da Jean Gili e Aldo Tassone per France Cinéma, le coproduzioni nascevano per amicizia. Magari davanti a un buon bicchiere di Bordeaux. Oggi i tempi sono decisamente cambiati: globalizzazione, mode effimere, potere televisivo condizionano il cinema mondiale. Dunque c'è voluta la macchina organizzativa di Unifrance e Cinecittà Holding, che hanno unito gli sforzi, per dare il via al serrato dibattito tra due cinematografie sempre più distanti, a tratti diffidenti: "La nostra società - ha detto il presidente Carlo Fuscagni aprendo i lavori - è al servizio della ripresa del cinema italiano e del rilancio e sostegno del cinema europeo".

È entrato così nel vivo il Forum del cinema italo-francese, che prosegue domani all'Hotel Parco dei Principi di Roma, con uno scambio di dati e tabelle che ha impegnato Alessandro Usai e Gilles Renouard, con le provocazioni di Aurelio De Laurentiis e le testimonianze del lavoro certosino di Valerio De Paolis o Roberto Cicutto. Con l'esperienza sul campo di Adriana Chiesa, Paola Corvino o Alain Vannier, con l'impegno diplomatico di Giovanni Galoppi e Margaret Menegoz. Domani scenderanno in campo le televisioni, più volte chiamate in causa, anche da Adriana Chiesa, con un appello a destinare un certo numero di ore di programmazione al cinema europeo; mentre De Laurentiis aveva addirittura chiesto quote riservate nei due paesi ai dieci maggiori incassi del vicino per creare quella continuità di cui Hollywood gode per la forza della sua industria.

I dati, certo, non sono confortanti. La quota di mercato italiana in Francia è stata dello 0,3% nel 2004 (quasi invariata rispetto al 2000) contro il 39% dei film francesi distribuiti in Francia, il 47,4% degli americani, il 7,4 degli inglesi. In termini assoluti in Francia sono usciti nel 2004 14 film italiani contro i 40 francesi usciti in Italia.

La formula del successo non si costruisce a tavolino, ma le competenze di società come BIM, Mikado e Lucky Red o la specializzazione delle sale di qualità di cui ha parlato Lionello Cerri fanno la loro parte, a patto di credere in un film. Mentre i nostri titoli distribuiti in Francia hanno raggiunto un massimo di 634mila spettatori (Respiro), Il favoloso mondo di Amélie ha avuto un milione e 447mila spettatori. Alain Vannier della Orly Films, che a luglio farà uscire oltralpe Dopo mezzanotte di Davide Ferrario e che ha avuto in listino molti autori italiani dell'ultima generazione, ha ricostruito il caso di Marco Tullio Giordana: dopo la sorpresa rappresentata da La meglio gioventù, che ha conquistato gli spettatori oltre al premio di Un Certain Regard, Quando sei nato non puoi più nasconderti, in concorso a Cannes, è stato pagato un milione di euro col coinvolgimento di Studio Canal. Purtroppo è un caso isolato. Paola Corvino denuncia una disattenzione verso i film italiani, Luciano Sovena conferma: "I francesi vogliono solo i mostri sacri - Salvatores, Moretti, Benigni - il resto niente". Nemmeno Manuale d'amore, che da noi ha incassato 15 mln € ed è stato venduto in undici paesi, ha interessato i distributori parigini, lamenta Aurelio De Laurentiis. Che punta il dito sul protezionismo francese e teme la pirateria soprattutto sul web. Domani si parlerà di coproduzioni, altro argomento caldo: l'accordo bilaterale del 2000, ha ricordato Gaetano Blandini, è operativo dal 2003 e deve ancora dare i suoi frutti. Per ora ha favorito 10 coproduzioni italo-francesi nel 2003 e 9 nel 2004.

 

 


 



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