Dal 24/10/2002 al 5/1/2003

Sei volte candidato all'Oscar, Dante Ferretti e' nato a
Macerata il 26 febbraio 1943. A soli 12 anni gia' sognava di
realizzare scenografie per il cinema, e dopo aver studiato
all'Accademia delle Belle Arti ed essersi laureato in
architettura presso l'Universita' di Roma Ferretti inizio' la
sua carriera come assistente scenografo nel film di Pier Paolo
Pasolini "Il Vangelo secondo Matteo" (1964). Da allora ha
curato le scenografie dei maggiori film di Pasolini, "Medea"
(1970), "Decameron" (1971), "I racconti di Canterbury" (1972),
"Il fiore delle mille e una notte" (1974) e "Salo' o le 120
giornate di Sodoma" (1975). Ha collaborato con i maggiori
registi italiani, tra cui Elio Petri, Marco Bellocchio, Liliana
Cavani, Luigi Comencini e soprattutto Federico Fellini,
firmando la scenografia dei suoi "Prova d'orchestra" (1979),
"La citta' delle donne" (1980), "E la nave va" (1983), "Ginger
e Fred" (1986) e "La voce della luna" (1990), riuscendo
abilmente a passare dal forte e brutale realismo di Pasolini
agli artifici onirici di Fellini. Nella meta' degli anni
Ottanta Ferretti inizia la sua esperienza internazionale che lo
portera' a Hollywood. Nel 1986 firma la scenografia per "Il
nome della rosa" di Jean-Jacques Annaud, seguito nel 1989 da
"Le avventure del Barone di Munchausen" di Terry Gilliam e
l'"Amleto" (1990) di Franco Zeffirelli che gli hanno procurato,
una dopo l'altra, le candidature all'Oscar per la miglior
scenografia e arredamento con la moglie, Francesca Lo Schiavo,
sua abituale collaboratrice. Segue poi l'esperienza, tuttora in
corso, con il grande regista americano Martin Scorsese,
incontrato a Cinecitta' sul set di "La citta' delle donne"
quando Scorsese vi si era recato per vedere girare Fellini, di
cui era un grande ammiratore. Ferretti fece il suo debutto
americano curando la scenografia de "L'eta' dell'innocenza"
(1993) di Scorsese, con cui conquisto' la sua terza candidatura
all'Oscar. Dopo una breve pausa che l'ha portato a fianco di
Neil Jordan per la scenografia di "Intervista con il vampiro"
(e la sua quarta candidatura all'Oscar nel 1994), Ferretti ha
continuato la sua collaborazione con Scorsese curando la
scenografia di "Casino'" (1995), scene e costumi per "Kundun",
un'impresa che lo vede candidato agli Oscar (1977) per entrambe
le categorie, fino al recentissimo "Gangs of New York", per cui
ha ricostruito interamente nei teatri di posa di Cinecitta', a
Roma, la New York fine Ottocento di cui Francesca Lo Schiavo ha
curato l'arredamento. Attualmente Ferretti e Lo Schiavo sono
impegnati nelle scene e arredamento del film di Anthony
Minghella "Cold Mountain". Se nel cinema Dante Ferretti ha
trovato il suo maggior lavoro e raccolto i massimi
riconoscimenti, non meno felicemente ha operato nel campo dei
teatri di prosa e in quelli lirici mettendo in scena lavori di
grandi autori e allestendo opere melodrammatiche nei teatri
piu' noti del mondo, come la "Scala" di Milano, il "Regio" di
Torino, il "Colon" di Buenos Aires e altri. La sua prossima
opera sara' "Madame Butterfly" a Londra per la regia di Anthony
Minghella. Quando non sono al lavoro su un set in giro per il
mondo, Ferretti e Lo Schiavo alternano la loro vita fra New
York, Roma (Ferretti disegna da piu' di vent'anni nel suo
laboratorio di Cinecitta') e South Beach, Miami. La coppia ha
due figli, Melissa, 28 anni, Master alla Bocconi, che vive a
Milano e si occupa di finanze per una ditta americana, e
Edoardo, 24 anni, che studia regia alla New York University ed
ha lavorato come uno degli aiuto registi a fianco di Scorsese
in "Gangs of New York". Noto per l'enorme dimensione dei suoi
bozzetti che riescono a trasmettere al regista un immediato
senso di quello che sara' il look del film, Ferretti viene
ovunque riconosciuto come uno dei piu' grandi scenografi
viventi. "Ferretti viene da una tradizione che gli permette di
fondere una grande immaginazione con l'attenzione per i
dettagli d'epoca," dice Scorsese. "E proprio quei dettagli
fanno da commento al tema del film."
Le candidature all'Oscar
1989: Candidato, con Francesca Lo Schiavo, per la scenografia
e l'arredamento de "Le avventure del Barone di Munchausen" di
Terry Gilliam.
1990: Candidato, con Francesca Lo Schiavo, per la scenografia
e l'arredamento di "Amleto" di Franco Zeffirelli.
1993: Candidato per la scenografia de "L'eta' dell'innocenza"
di Martin Scorsese.
1994: Candidato, con Francesca Lo Schiavo, per la scenografia
e l'arredamento di "Intervista con il vampiro" di Neil
Jordan.
1997: Candidato, con Francesca Lo Schiavo, per la scenografia
e l'arredamento di "Kundun" di Martin Scorsese.
1997: Candidato per i costumi di "Kundun" di Martin
Scorsese.
Gli altri premi importanti
1983: Davide di Donatello come miglior scenografo per "La nuit
de Varennes" (Il mondo nuovo) di Ettore Scola.
1984: Davide di Donatello come miglior scenografo per "E la
nave va" di Federico Fellini.
1986: Davide di Donatello come miglior scenografo per "Il nome
della rosa"
1987: Goldband, Germania, per la scenografia de "Il nome della
rosa" di Jean-Jacques Annaud
1990: Davide di Donatello come miglior scenografo per "La voce
della luna" di Federico Fellini
1990: Premio Bafta per la migliore scenografia di "Le
avventure del Barone di Munchausen" di Terry Gilliam.
1994: Candidato al premio Bafta per la migliore scenografia di
"L'eta' dell'innocenza" di Martin Scorsese.
1995: Premio Bafta per la migliore scenografia di "Intervista
con il Vampiro" di Neil Jordan
1999: Premio Cinecitta'
2000: Candidato al premio "Eccellenza nella Scenografia"
(Award for Excellence in Production Design) per "Titus" di
Julie Taymor da parte della Society of Motion Picture and
Television Art Directors, USA.
Dieci nastri d'argento del Sindacato Giornalisti Italiani del
Cinema per la Migliore Scenografia per "La citta' delle donne,"
(1980), "E la nave va" (1984) e "Ginger e Fred" (1986, per il
quale ha ricevuto anche il Ciak d'oro"), tutti di Federico
Fellini. Nastro d'argento 1987 per "Il nome della rosa" di Jean
Jacques Annaud, 1990 per "Le avventure del Barone di
Munchausen" di Terry Gilliam, 1994 per "L'eta' dell'innocenza"
di Martin Scorsese, 1995 per "L'intervista con il vampiro" di
Neil Jordan, 1997 per "Casino'" di Martin Scorsese, 2000 per
"Bringing out the dead" di Martin Scorsese e "Titus" di Julie
Taymor.
Premio UBU per "La pelle" e "Storie di ordinaria follia" di
Liliana Cavani.
