16/7/2003
Federico Fellini su La Dolce Vita
Non mi piacerebbe sentir dire che ho tentato di stupire, che
voglio fare il moralista, che sono troppo autobiografico, che
ho cercato nuove vie. Non mi piacerebbe sentir dire che il film
è pessimista, disperato, satirico, grottesco. E nemmeno
che è troppo lungo. La dolce vita per me è un film
che lascia in letizia, con una gran voglia di nuovi propositi.
Un film che dà coraggio, nel senso di saper guardare con
occhi nuovi la realtà e non lasciarsi ingannare da miti,
superstizioni, ignoranza, bassa cultura, sentimento. Vorrei che
dicessero: è un film leale. La base del discorso
presuppone un certo tipo di angoscia che non arriva alla
coscienza di tutti. Lepisodica invece è molto
spettacolare, attinta comè da una cronaca che ha
interessato, commosso, irritato, divertito il
pubblico&Penso che La dolce vita possa venir accettato come
un giornale filmato, un rotocalco in pellicola. Sono anni che i
settimanali vanno pubblicando queste vicende. Si tratta, in
fondo, di casi umani già tradotti in forma di spettacolo.
Il rotocalco è già una forma di rappresentazione del
mondo contemporaneo. Il film non ne costituisce che un
prolungamento personale&Che cosa può fare Marcello, il
protagonista del film? In questa domanda è già
implicita una risposta: può guardarsi attorno con occhio
asciutto e con amore. E con una certa misura di divertimento
nel vivere. (Federico Fellini)
