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Il tocco femminile dietro entrambe le opere distribuite da Istituto Luce Cinecittà, che saranno presentate alla prossima Mostra del Cinema di Venezia (29 agosto - 8 settembre): sono Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri, opera prima, e Arrivederci Saigon di Wilma Labate, a raccontare due universi femminili possibili, tra scoperta e svelamento di genere identitario, musica e Storia mondiale.

L’autrice emiliana Margherita Ferri ha scritto e diretto Zen, soprannome della protagonista del suo film, Maia, una sedicenne di provincia spinta dagli eventi a desiderare di uscire allo scoperto con la propria identità, non solo quella di unica femmina della squadra di hockey locale, per cui rimane, troppo semplicisticamente, solo un maschiaccio. “Una storia di formazione. I turbamenti di Maia sono parte della mia storia personale, queste emozioni sono state l’essenza della mia vita da adolescente e oggi lo sono del film. Zen parla proprio del fragile confine tra il voler appartenere a un gruppo e l’essere se stessi senza condizionamenti. Volevo fare un film radicato nella comunità LGBT e nei nostri territori, ma con l’obiettivo di condurre il pubblico in quel cammino universale che porta alla scoperta di se stessi, negli anni inquieti dell’adolescenza”, ha dichiarato l’autrice, già allieva del Centro Sperimentale di Cinematografia – classe di regia. Il film, che tra le interpreti annovera Eleonora Conti nel ruolo principale, oltre all’attrice Fabrizia Sacchi, è stato sviluppato nell’ambito del programma Biennale College Cinema: la sceneggiatura ha vinto la Menzione Speciale al Premio Solinas Storie per il cinema 2013.

Da una storia d’identità ambientata in Emilia, ad una storia di vita e musica che inizia a poca distanza: parte infatti dalla Toscana Arrivederci Saigon diretto da Wilma Labate, con la fotografia di Daniele Ciprì, un racconto che dalla provincia nostrana approda in Estremo Oriente. Sono infatti protagoniste Le Stars, cinque fanciulle che, dopo cinquant’anni, raccontano quella tournée iniziata nel nome della musica per ritrovarsi in mezzo alla guerra, quella vera del Vietnam, nel ’68, un ensemble di soldati, basi sperdute nella giungla e ritmi Soul. La sezione a cui il film partecipa è Sconfini: non competitiva, con opere senza vincoli di genere, incluse serie tv e produzioni crossover, basta si tratti di anteprime mondiali.

Istituto Luce Cinecittà sarà inoltre presente alla 75esima Mostra con le Pillole d’Archivio, insieme a questi due lungometraggi e, naturalmente, all’Italian Pavilion, consueta casa del cinema italiano presso l’Hotel Excelsior del Lido, spazio che s’annuncia ispirato all’anniversario del ‘68, spirito che accoglierà visitatori e conferenzieri in un ambiente esclusivo e interattivo, dove la dimensione visiva sarà protagonista assoluta, con omaggi cinematografici alle produzioni del periodo, tra riferimenti onirici e slanci d’avanguardia.

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