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VENEZIA – Era il 1968. Ermanno Olmi girava un film di cui si sarebbero perse le tracce. Oggi questo documento ancora inedito vede la luce alle Giornate degli Autori, grazie all’apporto di Istituto Luce Cinecittà e Fondazione Luigi Micheletti. Si tratta di Il tentato suicidio nell’adolescenza. Un tema difficile da trattare ancora oggi, un film che quarantanove anni fa è stato messo in quattro scatole e ritrovato nei meandri di un magazzino di Brescia la scorsa primavera. Probabilmente una commissione, su un tema sensibile, in un anno cruciale nella storia italiana e in particolare di quella dei giovani e, a quanto pare, le riprese avvennero nei mesi politicamente caldi di quell’anno (tra aprile e luglio). A supportare questo ritrovamento, il collega Tatti Sanguineti che dichiara: “I film non si perdono mai a caso, qualche volta per fortuna qualcuno li ritrova, anche in posti dove altri avevano già rovistato invano.”

Il ritrovamento è avvenuto presso il Musil – Museo dell’Industria e del Lavoro, della Fondazione Micheletti ad opera di un archivista dell’Istituto LUCE, in missione per conto della sua azienda, Maurizio Orsola, coadiuvato dall’archivista del Musil Stefano Guerrini. “L’operazione – continua Sanguineti – è stata portata a termine da una élite di archivisti con grande fiuto, due ‘mangiatori di scatole’ che con un’occhiata e strumenti adeguati capiscono se un negativo è mai stato sviluppato. Sulle scatole c’era scritto solo ‘T.S.’, solo dopo si sarebbe risaliti al titolo completo, Tentato suicidio. Naturalmente le scatole erano in cattivo stato, puzzavano. All’epoca era una parola scomoda, così venne messo da parte. Ho dei documenti che attestano che perfino da Romeo e Giulietta eliminavano il concetto di ‘suicidio’”.

Il documentario racconta i primi pionieristici anni di attività di un reparto psichiatrico d’urgenza presso il Policlinico di Milano, una struttura sperimentale per l’epoca, diretta da un grande psichiatra, Carlo Lorenzo Cazzullo. Un padiglione era dedicato ai casi di emergenza per tentato suicidio, con una incidenza drammatica di adolescenti. Nel film ci sono interviste, statistiche, storie personali. Ed è particolarmente evocativo il fatto che venga fuori proprio nell’anno in cui si afferma su Internet la storia del ‘Blue Whale’ – non ancora chiaro se verità o leggenda – il gioco al massacro ai cui partecipanti vengono richieste prove sempre più estreme fino all’atto finale.

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