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Salutata con elogi dalla stampa e accenti di sorpresa per la riscoperta di un valore fotografico di livello nazionale, e visitata quotidianamente da un ottimo flusso di visitatori nello spazio – anch’esso da scoprire – del Complesso dei Dioscuri al Quirinale, la Mostra Pino Settanni – Viaggi nel quotidiano, Dal cinema alla realtà 1966-2005, viene prorogata, dal programmato finissage del 28 maggio, straordinariamente fino al 2 luglio. Un’occasione per spettatori romani e internazionali durante l’estate romana, di conoscere il mondo poetico e vissuto da un maestro della fotografia italiana.  

A sette anni dalla scomparsa avvenuta nel 2010, il tempo ci sta mostrando quanto quello di Pino Settanni sia un valore straordinariamente alto della fotografia italiana contemporanea, e la versatilità del suo lavoro - vivace, energico, anche eccentrico - non perda di grana col passare del tempo, ma si stia affermando come un vero classico, più che stabile: in crescendo. A oltre 50 anni dai suoi primi scatti, dopo le esposizioni e i premi internazionali collezionati in carriera, fino all'omaggio postumo all'Expo mondiale di Milano e alla nascita del Museo della Fotografia a lui dedicato a Matera nel 2015, lungi dal considerarsi una scoperta Settanni si va affermando come una ri-scoperta felicissima. Un artista da approfondire, uno dei grandi fotografi italiani degli ultimi 40 anni, per un pubblico affezionato, e nuovo. Ora un’importante mostra a Roma riporta l’attenzione e il punto su Settanni. Pino Settanni. Viaggi nel quotidiano, organizzata presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale da Istituto Luce-Cinecittà, curata da Monique Settanni, Gabriele D’Autilia ed Enrico Menduni è un percorso espositivo ricco di oltre 80 scatti, dal bianco e nero degli anni ’60 ai colori digitali del Duemila, che indaga un lato meno celebrato ma cruciale del lavoro di Settanni: il reportage. 

Settanni è popolare e amato dal pubblico e dall’attenzione critica soprattutto per la sua opera in studio: dagli splendidi ritratti dedicati al mondo del cinema e della cultura - un gioco ‘al nero’ e coloratissimo cui negli anni si sono prestati personaggi come Fellini, Mastroianni, Monicelli, Monica Vitti, Troisi, Robert Mitchum, Lina Wertmuller, Sergio Leone, Alberto Moravia, Enrico Baj e tanti altri - alle serie creative sui tarocchi e sui nudi; un lavoro d’interni che lo ha spesso fatto considerare un fotografo d’arte sul crinale della pittura. La mostra di Roma rivela un Settanni del tutto differente, tale da fare il punto su un fotografo completo, organico e per certi versi inedito. Quelli di Viaggi nel quotidiano sono esterni sul mondo, foto di viaggio di un reporter libero ambientate in territori diversi, che per sintesi si possono definire ‘Sud del Mondo’. La mostra ne abbraccia tre: il Mezzogiorno d’Italia, i Balcani e l’Afghanistan. Un piccolo-grande atlante visivo di luoghi spesso visitati dal fotogiornalismo e dai media, ma che qui vivono di un’originalità di sguardo e taglio eccezionale, che in un arco temporale di un cinquantennio, dal 1966 al 2005, le fanno attualissime. Tali da farci vedere dei set noti come se li visitassimo per la prima volta. Foto di viaggio provenienti dal grande Fondo Fotografico Pino Settanni, che nel 2015 è stato da acquisito dall’Archivio storico dell’Istituto Luce, che va curando e digitalizzando integralmente questo tesoro di oltre 60.000 scatti. La mostra ai Dioscuri è anche la prima celebrazione di questa importante acquisizione. 

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